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Approccio Olistico - Terapie Naturali

Scritti, Riflessioni, Idee

Le nostre emozioni scrivono una storia che il nostro corpo racconterà. 

La malattia, sia fisica che mentale, non è comunemente considerata come qualcosa che possa avere anche un senso positivo. É solo un imprevisto fastidioso, un’intrusione nella nostra vita ben programmata. Essa viene sempre ritenuta scomodamente e ingiustamente casuale. Ma la malattia rappresenta invece un segnale importante che porta l'uomo nel disagio e nella necessità di cambiare alcune sue condizioni esistenziali, se vuole tornare alla salute.

Ogni parte del nostro corpo ha una funzione specifica che s’integra in modo complementare con la globalità del nostro sistema corpo-mente. Se impariamo a coniugare il sintomo con il suo significato psicologico profondo e con la correlazione all’organo colpito, avremo maggiori possibilità di arrivare alla causa essenziale del nostro malessere. Osservare  come funzionano il nostro corpo e la nostra mente e come si muovono insieme, ci fornisce nuovi punti di vista e nuove possibilità di affrontare i problemi. Nell’ambito della nuova Psicosomatica, con la Psicobiologia e la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) si afferma sempre più il concetto di interconnessione globale fra psiche, cervello ed organi. Anche nel campo della Fisica si assiste ormai da tempo all'emergere di nuovi paradigmi teorici che scuotono profondamente l'orientamento meccanicistico e riduzionista delle discipline tradizionali.

Quando ci ammaliamo o quando viviamo un grave disagio esistenziale si finisce quasi sempre per condurre una lotta contro se stessi: il problema deve essere sconfitto (spesso con la forza, cioè con cure aggressive) ma il problema trae origine da noi stessi, quindi ciò che vogliamo sconfiggere alla fine è una parte di noi. L'approccio scientifico tradizionale ha favorito sempre di più una visione frammentata e parziale di ciò che ci circonda e ogni disciplina è attualmente suddivisa in tante "aree di specializzazione" che diventano sempre più autonome e a volte scollegate persino dall'oggetto di studio della disciplina stessa. Questa visione del mondo, tipica della scienza moderna, si può definire Riduzionismo. Se in determinati campi tale approccio può rivelarsi utile per l'analisi e l'indagine, è facile immaginare quanto invece esso sia inappropriato (e a volte decisamente negativo) nei settori che si occupano della salute e del benessere dell'uomo. Soprattutto la Medicina, nella sua veste classica, ha portato all'estremo questo approccio riduzionista considerando sempre più l'organismo umano come una macchina composta da tanti pezzi che vengono curati singolarmente (e spesso anche a spese degli altri "pezzi" della macchina-corpo). La salute dell'essere umano non può mai ragionevolmente essere considerata solo come l'ordinato funzionamento dei vari apparati, quasi sempre poi non comprendendo tra gli apparati la mente umana. L'uomo non è un orologio. E anche la Psicologia,che è stata troppo a lungo tenuta separata dalla prassi medica consueta, ha finito con il risentire di questo riduzionismo, occupandosi di comportamenti ed emozioni quasi sempre "staccati" dal corpo che li ospita.

In questo paesaggio un pò desolato le persone continuano a subire sulla propria pelle prima gli attacchi delle malattie "cattive", poi gli attacchi delle cure aggressive (in cima alla lista farmaci e chirurgia) e infine gli attacchi dell'allarmismo psicologico (certe campagne preventive, ben lungi dal servire realmente, inducono prima le persone a sviluppare ansia e poi le inducono a sottoporsi a esami diagnostici spesso invasivi e potenzialmente iatrogeni). La domanda che una persona ragionevole si dovrebbe porre a questo punto è: come si fa a non ammalarsi in queste condizioni?

La riscoperta, ormai da parecchi anni, delle terapie naturali e di alcune medicine tradizionali (indiana, cinese) più legate ai ritmi della natura ha permesso che si costituisse un insieme di alternative terapeutiche al suddetto modello, caratterizzate da un approccio "dolce" e fondamentalmente non invasivo.Molte persone considerano oggi con fiducia  questi modelli di cura ed è già un grande passo avanti. Ma il rischio della frammentazione è presente anche nel panorama delle terapie alternative, tant'è che sono fiorite "specializzazioni" e "scuole" di ogni sorta anche in questo campo (alcune confusionarie, altre volutamente "fumose" e altre ancora vagamente "truffaldine").  Il mercato della salute continua a esigere I suoi tributi sull'uomo perennemente diviso fra mente e materia. Siamo figli di Cartesio ma siamo anche figli della Terra e, alla fine, figli del Cosmo. Ciò verso cui gli esseri umani procedono, seppur faticosamente, è un'evoluzione della coscienza, l'unica cosa che può consentire il vero cambiamento: se dovrà esserci un'altra rivoluzione nella storia umana sarà necessariamente una rivoluzione mentale. Giacchè è proprio della sua mente che l'uomo è stato ed è maggiormente espropriato. E naturalmente, viene così privato di tutte le potenzialità che la sua mente contiene, come le facoltà di autoguarigione. Un vero approccio olistico deve saper porre la mente umana al centro del suo intervento e operare per restituire alla persona l'unica libertà che davvero possiede ma conosce assai poco: quella di disporre di una forza chiamata energia mentale.

 

In questa ottica, che approfondiremo nel corso del tempo con altri scritti e con la proposizione di protocolli terapeutici, si inquadra il nostro impegno di sostegno e aiuto alle persone.

 

 

Sarà nostra cura aggiornare periodicamente queste pagine con ulteriori scritti, articoli e riflessioni per la conoscenza. Chi desidera inviarci materiale teorico attinente all'argomento può farlo qui: elaion@centroelaion.eu

Metteremo a disposizione delle pagine per la pubblicazione degli scritti pervenuti maggiormente attinenti, con firma e indicazioni degli Autori.

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